Frattin: "Migliorati rispetto all’andata"


Frattin: «Rispetto all’andata siamo migliorati in attacco e in difesa»

Dieci successi nelle ultime dodici giornate. L’Intertrasport Treviglio è salita in cima alla classifica grazie a una notevole dimostrazione di forza e continuità, spinta dalla sagacia di Lino Frattin, alla seconda stagione in panchina. «Ci stiamo allenando bene, il piccolo calo di domenica scorsa (il ko subìto a Castelletto, ndr) è un episodio: sono convinto che la squadra saprà ritrovare subito quell’intensità che ci ha permesso la striscia di vittorie - il 47enne tecnico nato a Washington ha grinta da vendere -. Rispetto all’andata abbiamo fatto diversi passi in avanti, sia in attacco che in difesa. Come spesso avviene il merito è dei ragazzi, capaci di cogliere in campo i frutti dell’applicazione settimanale». Sfida sentita quella contro l’Assigeco. Se qualcuno pensava che l’apice si fosse toccato la passata stagione in occasione della serie di semifinale play off, non poteva immaginare che il nuovo incrocio avrebbe messo in palio una posta altrettanto importante. «Non so se può contare in chiave primo posto, sicuramente lo sarà per delineare le prime tre posizioni - dice il coach dell’Intertrasport -. Non dimentichiamo che c’è anche Forlì. La gara con l’Assigeco è importante ma non decisiva, dopo ne mancheranno altre quattro e con la classifica corta in tanti avranno motivazioni per giocarsele tutte fino in fondo». Quale può essere la chiave del match? «Ho fiducia nella fase difensiva della mia squadra che ha sempre saputo rispondere bene quando messa alla prova - su questo Frattin non ha dubbi -. Forse un piccolo vantaggio lo potremo avere grazie all’equilibrio con i lunghi, ruolo nel quale l’Assigeco ha incontrato problemi di infortuni. Vedremo se sul campo queste differenze si annulleranno, come può capitare, o se si dilateranno». La bravura del coach di Treviglio è di aver inanellato risultati valorizzando giocatori sui quali non era scontato vincere la scommessa: «Sono stati bravi loro a raccogliere l’invito di lavorare per raccogliere insieme qualcosa di importante. Per scalare la classifica non si può prescindere da un discorso di gruppo: il basket va giocato insieme. Hanno seguito le indicazioni per filo e per segno con grande capacità e notevole disponibilità al sacrificio». Chi vince questa sfida? «Noi, giochiamo in casa e questo ci da almeno un punto percentuale in più rispetto alla metà in cui si dividono le possibilità di vittoria in casi del genere».

Rassegna stampa del 07-03-2009
Fonte: Il Cittadino

IL CITTADINO:Treviglio-Assigeco vale mezzo primato


A Dilettanti: Treviglio-Assigeco vale mezzo primato


Domani (ore 18) al “PalaFacchetti” il big match che può decidere il primo posto finale Lottici alla carica: «Non sarà una passeggiata, ma possiamo vincere» Una domenica da leoni. Sono cinque anni, da quando il club rossoblu è salito in B1 (ora Serie A Dilettanti), che il confronto tra Assigeco Empire Bpl e Intertrasport Treviglio, che invece è a questi livelli fin dal 1994, viene cerchiato in rosso sul calendario della stagione.Il gusto della competizione è più alto tra realtà territoriali limitrofe, a maggior ragione se entrambe puntano con decisione alla promozione in LegaDue, partendo tra l’altro dalla prima posizione in classifica in coabitazione con Forlì. La sfida tra Assigeco e Treviglio è salita progressivamente di gradazione fino a diventare “la partita”. Domani pomeriggio (alle ore 18) al "PalaFacchetti " di Treviglio si gioca per il primo posto nella regular season. Altissima la temperatura dell `attesa.Si prospetta il tutto esaurito nonostante la diretta su Bergamosat (canale 950 Sky) con telecronaca del "mito " Paolo Taddeo. Il match fa anche parte della quaterna di "Diretta Basket " su Sportitalia24. Meglio esserci di persona, lo pensa anche Simone Lottici: «È una partita importante, di quelle belle da giocare, che ci può aprire la possibilità di conquistare il primo posto in classifica - dice il coach dell `Assigeco -.Ci confrontiamo con un avversario molto forte, soprattutto quando gioca in casa dove ha perso una sola volta (77-79 con Jesolo, ndr). Abbiamo voglia di giocarcela nel migliore dei modi, visto che recuperiamo due giocatori come Bolzonella, abbastanza avanti fisicamente, e Cazzaniga, che invece non sarà sicuramente al meglio». Escludendo Cagliari, Treviglio è la squadra che subisce meno sul proprio parquet (68.6 di media); l `Assigeco invece vince (8 su 11) e segna (81.3 punti) più di tutti "on the road ". Il destino della partita può giocarsi sul filo di queste cifre? «Un bel dilemma - continua Lottici -.Sarà la difesa di Treviglio a prevalere sul nostro attacco o saremo noi a metterli in difficoltà? Per la risposta ti rimandiamo a domani sera, consapevoli che se si vuole fare risultato non si può dimenticare una grossa intensità difensiva. La fase offensiva deve poi seguire le nostre possibilità: dovremo essere bravi a leggere le varie situazioni in campo». L `Assigeco ha una striscia aperta di sei giornate e vuole ovviamente la settima per mettere un’ipoteca sul primo posto finale: «Vedremo a che livello siamo. Una vittoria aprirebbe un futuro interessante; una sconfitta non dovrebbe preoccuparci più di tanto.A volte è più difficile gestire situazioni con giocatori al rientro piuttosto che casi in cui ci sono assenze: gli infortuni hanno costretto i miei a stare fermi con pesanti ricadute sulla condizione atletica. Anche per Treviglio la forza sta nella squadra, dove i giocatori di esperienza sono ben supportati dai giovani: per stare al vertice hanno dimostrato di avere continuità». Chi vince? «Ho fiducia nella mia squadra, ritengo possibile conquistare una vittoria - Lottici suona la carica -.Con questo non voglio dire che sarà una passeggiata, al contrario ci vuole grande concentrazione per tutti i 40 minuti, ma non siamo neppure battuti in partenza». La palla a due aprirà di certo un nuovo incredibile spettacolo.


Luca Mallamaci

Da il Cittadino

L’INTERTRASPORT COME L’INTER? PIU’ SI’ CHE NO…


L’INTERTRASPORT COME L’INTER? PIU’ SI’ CHE NO…

Passateci l’accostamento calcio-basket. E’ un giochino simpatico per analizzare il momento che si trova a vivere la squadra trevigliese alla vigilia di “cinque finali”, così le ha definite il pivottone romano Lele Rossi le partite che mancano a chiudere la regular season.
In serie la capolista avrà: Casalpusterlengo in casa, Lumezzane in val Gobbia, Fidenza al PalaFacchetti, Omegna sulle sponde verbane del lago e di nuovo in casa il derby con Cremona.
Quale l’affinità con la formazione nerazzurra del presidente Massimo Moratti e, non scordiamolo, del compianto campione trevigliese Giacinto Facchetti, che ne è stato giocatore bandiera negli anni 60, poi dirigente e persino presidente? Anche l’Inter, capolista in serie A, come l’Intertrasport è giunta al momento topico della sua stagione: sabato giocherà una partita delicata, nella rincorsa al tricolore, sul campo del Genoa; mercoledì, poi, il “dentro o fuori” di Champions nella temibilissima trasferta di Manchester e, ancora, domenica la sfida ai viola della Fiorentina a San Siro. Destini comuni: entrambe vanno a caccia di vittorie per esaltare le rispettive ambizioni.
Ma le similitudini posso continuare, scendendo sul terreno di gioco: il playmaker biancoblu Francesco Guarino è lo Zlatan Ibrahimovic di Treviglio, il giocatore di estro e talento che con le sue invenzioni può trascinare i compagni. Il primo lo fa a suon di assist e canestri, il secondo con funambolici dribbling e gol da cineteca.
Come non trovare affinità tra i due capitani, entrambi carismatici leader in campo delle rispettive squadre: Luca Gamba come Javier Zanetti? Ci sta! Sia il castesta che il calciatori sono esempi di professionalità, impegno e longevità sportiva. Senza dimenticare fair-play e correttezza, un’altra qualità che li contraddistingue nella decennale militanza con le rispettive società.
Accostiamo il “gladiatore” Lele Rossi, pivot romano tifosissimo di Totti e C., all’ “imperatore” Adriano degli ultimi tempi: due giocatori che in campo lottano su ogni pallone, attaccanti nel Dna non disdegnano l’uno la difesa del prorpio canestro, l’altro il ripiego a metà campo per assistere i centrocampisti, ma all’occorrenza eccoli pronti a sfornare canestri e gol che da qui al termine della stagione peseranno il doppio. In fatto di talento puro il milanista Davide Reati, seppur molto più maturo di testa, è paragonabile a Mario Balotelli: due “under” capaci di recitare il ruolo di attori protagonisti. Il tiratore Andrea Raschi, con molti più minuti in campo e nelle gambe, è lo Julio Cruz dell’Intertrasport: un giocatore di sicuro affidamento quando alla squadra servono punti o gol per raddrizzare una partita.
Seppure nel calcio si giochi in 11 per volta e nel basket in 5, non meno importanti sono quelli che dalla panchina entrano in campo per dare il loro, a volte determinante, contributo.
Daniele Demartini, metà playmaker e metà guardia, lui sì un “vecchio” cuore nerazzurro, è un po’ lo Stankovic di Treviglio: corsa, pressing asfissiante sull’avversario, e all’occorrenza assist, punti (o gol) sempre utili alla causa. Gabriele Zanella, pivot mantovano roccioso ma dalla mano delicata, vale un mix tra la possanza fisica di Sulley Muntari e i piedi vellutati di Patrick Viera.
E i giovani Matteo Da Ros, Marco Planezio e Tommaso Milani: a loro auguriamo di seguire le orme… sportive di Davide Santon (classe ’91), capace di mettere a frutto le sue doti con caparbietà e impegno, sino a conquistare una maglia da titolare in mezzo a tanti giocatori più navigati ed esperti di lui.
E sulla panchina: qui sì che, tra una similitudine e l’altra, arriva anche una differenza. Perché se “100% Lino” Frattin è sì da considerarsi tecnico capace e vincente, alla stregua del… ben più remunerato collega Josè Mourinho diverso è l’approccio mediatico: personaggio e comunicatore, sempre sotto i riflettori, nel bene e nel male, il portoghese di Setubal; misurato e “calcolato” nelle esternazioni, sia positive che negative, il veneto nato a Washington. Entrambi guidano due sqaudra costruite per vincere, o almeno per provare a farlo.


Forse per questo agli occhi dei tifosi, che a loro affidano le speranze di scudetto, champions o promozione che sia, sono degli… “Special One”.


STEFANO RIVOLTELLA

CASALPUSTERLENGO: Vignando il buono tira fuori le unghie


CASALPUSTERLENGO: Vignando il buono tira fuori le unghie


C’è il marchio del lungo 20enne nel successo dell’Assigeco che torna in vetta «Il coach mi ha ridato fiducia e l’ho ripagato con una bella gara» Una serata per riscrivere le proprie statistiche e alimentare la fiducia del coach.Fabio Vignando marchia a fuoco anche con le proprie iniziali la vittoria di domenica dell’Assigeco Empire Bpl su Vado Ligure, che è valsa il ritorno in vetta con Treviglio e Forlì. Messi nello “starting five” i 208 centimetri del lungo di Portogruaro, Simone Lottici si è visto recapitare a domicilio una prestazione convincente, la migliore vista finora per efficacia e continuità: 20’ sul parquet, 4 4 da due, 1 2 da tre, 4 rimbalzi, 2 in attacco.Vignando ha mostrato voglia di esserci fin dalla palla a due: «È la seconda volta di fila che il coach mi dà fiducia per il quintetto iniziale, stavolta penso di averlo ripagato con una prova di buon livello - dice il 20enne lungo rossoblu -. Fa piacere, anche perché solo in questo modo posso mostrare i miglioramenti che ci sono stati da inizio anno.L’idea di venire all’Assigeco per potermi allenare in un certo modo insieme a un gruppo di giocatori forti, supportata dalla costante presenza in palestra e dal duro impegno nelle sessioni porta a qualche frutto interessante».Spazio ai giovani Simone Lottici ne ha sempre dato, allargandone il minutaggio per sopperire all’emergenza infortuni, piuttosto acuta negli ultimi tempi. Le sei vittorie filate dell’Assigeco sono anche conseguenza della risposta sul parquet degli “sbarbati”, tutti in grado di tenere il campo.Vignando, classe 1988, ha alternato buone prove iniziali a una flessione che ora sembra messa in archivio.«È il primo campionato intero che sto giocando: negli ultimi due anni a Firenze, per motivi vari, incluso l’infortunio al ginocchio, non ho avuto grosse opportunità - ricorda il giocatore arrivato al Campus la scorsa estate -. Ora riesco ad avere più continuità e questo mi aiuta a dare un contributo migliore alla squadra. Il coach dà spazio a tutti, sta a noi poi meritarlo. Da parte mia non posso fare altro che continuare a sudare in palestra: il lavoro paga. E non è solo una frase fatta».Da solo o in coppia con un altro lungo, a seconda delle esigenze tattiche del match, Fabio Vignando accumula esperienza evidenziando una mano “educata” nel tiro.All’ombra del canestro servirebbe anche una dose di cattiveria agonistica: «Questa al momento purtroppo manca un po’, probabilmente per una questione caratteriale (Fabio ha proprio la faccia da buono, ndr): è un aspetto sul quale devo migliorare». L’applauso che ne ha accompagnato l’uscita dal campo domenica contro Vado non è stato il solo “magic moment” del lungo Assigeco, che già a Jesolo si era ritagliato un momento di gloria: «Beh, si giocava vicino a casa, fra parenti e amici c’erano almeno trenta tifosi personali in tribuna che si sono fatti rumorosamente sentire alla presentazione delle squadre - una cinquantina di chilometri divide Portogruaro, città natale di Vignando, da Jesolo -. È stato come giocare in casa.Come mi trovo al Campus? Molto bene, divido l’appartamento con Castelli con il quale mi faccio tante risate. Sto bene con tutti in ogni caso, all’Assigeco siamo come in una grande famiglia».


Luca Mallamaci

Da il Cittadino

INTERVISTA A LINO FRATTIN DOPO CASTELLETTO


L'ECO DI BERGAMO


INTERVISTA A LINO FRATTIN DOPO CASTELLETTO



Il tecnico: «Comunque non ci ha condannato solo il 14/28 dalla linea: abbiamo subito troppo il loro uno contro uno»


Intertrasport, stavolta non c'è la lunetta piena Frattin: «Le nostre medie ai liberi non sono super, ma di solito facciamo più del 50% che ci è costato il ko a Castelletto» C'è un po' di più che giustificata amarezza nei commenti dell'entourage dell'Intertrasport Treviglio riguardo la sconfitta incassata dalla compagine biancoblù nel match esterno con la Nobili Sbs Castelletto Ticino, che ha impedito a Gamba e compagni di conquistare la vetta solitaria della graduatoria del girone A della serie A dilettanti, giunta alla ottava giornata di ritorno della regular season. «Al contrario di quanto accaduto in tante altre gare - afferma comunque sereno Lino Frattin, capo allenatore dell'Intertrasport - non siamo riusciti a seguire il piano tattico che avevamo preparato. Non abbiamo difeso bene, non abbiamo imposto il ritmo; alla fine abbiamo avuto anche la possibilità di fare ugualmente nostra la posta in palio, ma ciò non può farci dimenticare i nostri errori». Quali sono state le consegne non rispettate? «Abbiamo subito troppo i loro uno contro uno, concedendo il penetra e scarica; troppo spesso i loro tiratori hanno potuto tirare con i piedi per terra, facendoci veramente male. Loro hanno potuto prendere coscienza di poter fare la gara, mettendola sui binari a loro più favorevoli. Non li abbiamo sottovalutati, anzi. Eravamo più che motivati dalla possibilità di poter conquistare la vetta solitaria della classifica. Purtroppo è mancata l'attenzione verso alcuni particolari, risultati decisivi nell'economia della gara». Un altro aspetto fondamentale è stata la modesta performance dalla linea di tiro libero, col solo 50% di realizzazione (14/28): «Non siamo una squadra dalle medie fantastiche dalla linea della carità, di solito però facciamo meglio rispetto al modestissimo 50% di domenica pomeriggio; sicuramente è stato un altro aspetto importante ai fini della nostra sconfitta». Dando un'occhiata alle statistiche di squadra si nota che l'Intertrasport è solamente terzultima nella percentuale dalla lunetta con 328 centri su 462 tentativi pari al 71%, precedendo solo Vado Ligure (70%) e Russo Cagliari (69%), abbastanza distanziata dalle dirette concorrenti Forlì (74%), Casalpusterlengo (74%) e Vigevano (77%). Dal punto di vista dei singoli vantano eccellenti medie Guarino (84,3), capitan Gamba (83), Raschi (81,1) e Da Ros (78), meno brillanti le performance di Zanella (67,4), Reati (64,7) e, soprattutto, Demartini (62) e Rossi (55,7), scesi purtroppo sotto media nella sfida di domenica al PaladelLago, dove hanno rispettivamente realizzato tre degli otto e sei liberi scoccati. Fatto alquanto strano, il miglior tiratore biancoblù, il play Guarino, non è mai andato in lunetta. Al riguardo coach Frattin è come sempre chiaro: «L'arbitraggio, assolutamente non adeguato alla gara, è stato purtroppo privo di un metro continuo nell'arco dei 40 minuti. I contatti subiti da Guarino (che usualmente tira una media di 3,5 liberi a partita, ndr), non sono mai stati sanzionati, al contrario di quanto spesso accaduto nella valutazione della nostra difesa. Questa comunque non è una scusante rispetto alle nostre pecche».


Germano Foglieni

Pettenuzzo racconta l’exploit contro Treviglio


Pettenuzzo racconta l’exploit contro Treviglio


Ribaltone in vetta. Le contemporanee sconfitte di Forlì e Treviglio propongono un triumvirato al comando, che per via degli scontri diretti mette la leadership nelle mani dell’Assigeco. Treviglio (Rossi 21 punti) ferma a Castelletto Ticino (Becerra 19) la striscia di cinque vittorie, secondo stop nelle ultime dodici gare. «Un successo importante - racconta Massimo Pettenuzzo, coach del Castelletto -: abbiamo giocato bene in attacco, meno in fase difensiva dove si sono subiti troppo i punti di forza bergamaschi, specialmente all’inizio. Gli adeguamenti e la bravura a non perdere tranquillità una volta in svantaggio ci hanno risollevato contro una squadra che rimane comunque super». Il verdetto è rimasto in bilico fino agli ultimi secondi. «Beh, Treviglio è formazione atipica ma molto solida - continua il coach piemontese -. Giocano molto alti e larghi lasciando libera l’area per l’uno contro uno di Rossi e degli esterni. Contro di noi ha pesato una cattiva percentuale ai liberi (14/28)». Se le prime tre hanno più di un piede nei play off, Vigevano e Omegna non perdono l’occasione casalinga per mettere un altro tassello nella lotta per una della prime quattro posizioni. La squadra di Da Prato (Gilardi 18 punti, Ferraro 18 rimbalzi) conferma la solidità casalinga (dieci vittorie su undici) stoppando Forlì (Liburdi 17) che “on the road” (cinque sconfitte su dieci) non rende come in casa. Anche Vigevano (Ferrari e Ganeto 14) fa valere la legge del “PalaBasletta” (nona vittoria su dieci) e non lascia scampo a Ozzano (Facenda 12). Fidenza (Prandin 21, Maioli 20) supera Cremona (Andrea e Paolo Conti 17 a testa) e fa un bel passo avanti in chiave play off rintuzzando la mossa di Castelletto (ora alla pari di Ozzano) e Lumezzane (Moruzzi 26) che tiene il nono posto battendo Jesolosandonà (Casagrande 22) solo dopo un supplementare. «Abbiamo un po’ di serenità in più, è indubbio - dice Pettenuzzo riferendosi alla striscia di tre successi di Castelletto -. Con l’equilibrio che c’è bastano due vittorie di fila per andare su e due sconfitte per tornare indietro: non bisogna mollare, è ancora tutto da decidere». Montecatini (Andrea Niccolai 25) ferma contro Cagliari (Stella e Villa Santa 22) l’emorragia di sei sconfitte filate per respirare aria migliore in vista dei play out.


Fonte: Il Cittadino

CASTELLETTO ALZA IL PONTE LEVATOIO…


CASTELLETTO ALZA IL PONTE LEVATOIO… TREVIGLIO STOPPATA

Esce con una sconfitta dal PalAmico di Castelletto Ticino una Intertrasport attaccata alla partita sino ai secondi finali. La palla decisiva, sul –1, è finita nelle mani più sicure, quelle che davano più garanzie, praticamente quelle di Francesco Guarino. 28” da gestire per il tiro del sorpasso, senza lasciare troppi secondi agli avversari, ma quel fatidico tiro non è mai arrivato: Guarino ha perso il pallone decisivo della partita e la delusione dipinta sul suo volto l’ha detta lunga sulla delusione che è campeggiata in casa trevigliese. Non mettiamo alla berlina il playmaker bolognese, Dio ce ne scampi, ma forse un’Intertrasport un po’ più attenta in difesa e più precisa ai liberi (14/28) non sarebbe arrivata a giocarsi la partita nei secondi finali.


La partenza dei biancoblu (scesi in campo in bianco causa… maglie da trasferta dimenticate negli uffici della sede) è stata da vera capolista. Conclusioni pesanti e un’ottima circolazione di palla ha sorpreso il quintetto di Castelletto, rimasto attaccato nel punteggio (26-31 al 10’) grazie alle conclusioni di Prelazzi e Parente, ben supportati da Caprari. I padroni di casa hanno continuato a macinare gioco nel secondo periodo disorientando l’attacco trevigliese con una zona 2-3 che ha chiuso le linee di passaggio a Guarino e compagni, apparsi meno lucidi anche nelle conclusioni da fuori. All’intervallo la Nobili Castelletto si è trovata avanti di sei punti, divario che si è ampliato nel terzo periodo sino al +12 del 25’. Una margine che Treviglio ha faticato a recuperare e anche nell’ultimo quarto, con un Caprari ispirato come nella finalina di ritorno del campionato 2008 (quando “Bum Bum” vestiva la canotta di Trapani), Castelletto ha tenuto a bada la sfuriata avversaria. Almeno sino ai minuti conclusivi quando Reati e Guarino hanno trovato la forza di colpire la difesa a scacchi lacustre sino al 90-89. Da lì l’ultimo pallone perso da Guarino e il finale a favore del quintetto allenato da Massimo Pettenuzzo.


Da registrare anche un fallo tecnico fischiato al capitano trevigliese Luca Gamba, innervosito e indispettito da un paio di “non chiamate” della coppia arbitrale (contestato il metro utilizzato da entrambe le parti). Con il capitano in panchina largo al quintetto con tre piccoli, Gaurino, Demartini e Reati al fianco di Raschi e Rossi. Non è bastato lo sprint finale… Ha vinto, tutto sommato, con merito la squadra di Castelletto e l’Intertrasport non ha approfittato del passo falso fatto registrare sabato sera da Forlì sul campo di Verbania contro la Fulgor Omegna.
Ora in vetta alla classifica Treviglio resta appaiata agli emiliani, con la differenza canestri sfavorevole, e ha subìto l’aggancio dell’Assigeco Casalpusterlengo. Tre formazioni per il primo posto con un piccolo vantaggio sia per Forlì che per i lodigiani (vincenti di due lunghezze nell’andata al PalaCastellotti) nei confronti dei biancoblu.


Domenica al PalaFacchetti sarà ancora un big match: Treviglio ospita proprio l’Assigeco con un solo obiettivo in testa… vincere la sfida e ribaltare la differenza canestri (basterebbe un +3), sperando in un altro passo falso della VemSistemi. C’è una settima di allenamenti per recuperare forze fisiche e mentali indispensabili per avere la meglio sulla lanciatissima formazione del presidente Franco Curioni. Sarà l’ennesimo derby lombardo e i due punti in palio peseranno doppio… Chi si aggiudicherà la partita potrebbe trovarsi solitaria capolista del girone A. I tifosi Intertrasport, naturalmente, si augurano che a far festa siano i propri beniamini.

NOBILI SBS CASTELLETTO – INTERTRASPORT TREVIGLIO 93-89
(parziali: 26-31, 27-16, 18-17, 22-25)


Castelletto: Parente 14, Caprari 17, Marusic, Baldassarre 4, Prelazzi 15, Giadini 3, Rossetti 4, Becerra 19, Masieri 17, Quaglia. All. Massimo Pettenuzzo


Treviglio: Guarino 13, Reati 7, Raschi 8, Gamba 17, Rossi 21, Demartini 13, Planezio 3, Da Ros 1, Zanella 6, Milani n.e. All. Lino Frattin

STATISTICHE – Castelletto: 19/30 da 2, 11/20 da 3, 22/24 ai liberi; 25 rimbalzi (22 dif., 3 off.); 15 palle recuperate, 19 perse; 14 assist. Treviglio: 21/33 da 2, 11/26 da 3, 14/28 ai liberi; 28 rimbalzi (17 dif. 11 off.); 20 palle recuperate, 15 perse; 13 assist.

PAGELLE DAL LAGO

Guarino: ha il polso della squadra che guida con sicuerezza ed estro. Assist come se piovesse (7) ma anche cinque palle perse di cui l’ultima pesa come un macigno sulla sua prestazione. Sfortunato: 6,5


Reati: polveri bagnate al tiro (3/10), fatica in difesa accoppiandosi, a turno, su Becerra e Caprari. Trova la bomba nel finale che riapre le speranze di vittoria trevigliesi, ma nel complesso non il solito determinante giocatore delle ultime uscite. Appannato: 5/6


Raschi: gli arbitri lo “prendono di mira” fischiandogli subito tre falli che ne compromettono, a livello psicologico, la partita. Lui trova difficoltà a penetrare la difesa arcigna proposta dalla Nobili e da fuori infila una sola bomba su quattro tentativi. Sterile: 5,5


Gamba: inizia alla grande con tre triple consecutive che spingono avanti Treviglio. In difesa recupera tre o quattro palloni fondamentali, ma si lascia innervosire dalle “non fischiate” arbitrali. Atteggiamento che gli costa un tecnico su cui si potevano spegnere le velleità di rimonta. Così non è stato e il capitano si conferma tra i più in forma dell’Intertrasport. Guerriero: 7


Rossi: la sfida con il vichingo Prelazzi finisce 21-15 per il Gladitore romano… peccato che i due punti siano finiti nella casella di classifica dei gialloblu. Rossi è l’Mvp trevigliese ma non basta alla squadra per uscire vincente dal PalAmico. Resta la nota positiva: il pivot c’è, ottima notizia in chiave playoff. Indispensabile: 7,5


Demartini: tredici punti in 23 minuti, tanta grinta e voglia di far bene. Ci è riuscito per lunghi tratti il playmaker/guardia di Rovigo. Peccato che dalle lunetta i suoi (come quelli di altri compagni) cinque errori pesino come un macigno sul risultato finale. Affidabile: 6,5


Planezio: il neo diciottenne della Bluorobica gioca ben 15 minuti, firma un canestro in contropiede su palla da lui recuperata e un 1/2 ai liberi. Non male per l’under con meno esperienza della squadra. Positivo: 6


Da Ros: incappa troppo spesso nella trappola avversaria che gli costa falli gratuiti generosamente fischiati dai “grigi”. Matteo però non trova la via del canestro (0 tiri in soli 5 minuti) se non dalla lunetta dove marca un 1/2. Sterile: 5


Zanella: contro i lunghi di Castelletto il sesto uomo “d’oro” della panchina trevigliese non fatica a trovare la via del canestro, 6 punti seppure resti in campo per soli 5 minuti, vista l’ottima forma di Rossi. Inespresso: 6-


Milani: altra partita da… spettatore non pagante. Coach Frattin non se la sente di gettarlo nella mischia. S.V.

STEFANO RIVOLTELLA